giovedì 27 novembre 2014

P4C - L'OSPEDALE DELLE BAMBOLE


LA LETTURA DEL TESTO-PRETESTO



LA FORMULAZIONE DELLE DOMANDE E LE ASSOCIAZIONI
  • Perché il bimbo ha detto alla mamma di fermarsi e lei ha continuato a andare? (Nicole)
  • Perché ha dimenticato la bambola? (Mattia B.)
  • E' più importante non fare tardi al lavoro o ascoltare i propri figli? (Anna, Sara, Nicole, Dafne, Matilde, Martina, Edoardo, Noemi, Maria)
  • Perché la mamma non ascolta quando la figlia dice una cosa? (Dafne, Serena, Alessio, Gaia, Marco, Emanuele)


LA DEFINIZIONE DEL PIANO DI DISCUSSIONE
Perché è importante che i genitori ascoltino i propri figli?



IL DIALOGO
Facilitarice: Il dialogo può cominciare. Qualcuno ha da dire qualcosa su questo argomento?
  • (lungo silenzio)
  • (alcuni dicono "sì, è importante")
Facilitarice: La domanda è " PERCHE E' IMPORTANTE...?", quindi non dite semplicemente "SI", ma cercate di rispondere al "PERCHE' ", secondo voi.
  • Gaia: perché i figli hanno....non sempre sempre....però qualche volta hanno ragione
  • Maria: la mia mamma una volta che mi ero fatta male alla gamba, all'inizio non ci credeva
  • Mattia B.: la mia mamma una volta non ci credeva che io mi ero fatto male alla gamba, e al naso e al labbro. E io piangevo come un gatto
  • Dafne: una volta la mia mamma non credeva che io mi ero fatta male al ginocchio
  • Alessandra R: la mia mamma una volta non credeva che mi ero fatta male al dito
  • Matilde: quando una volta mi sono bruciata, nonna non ci credeva
  • Vittoria: quando mi ero fatta male al polso, babbo non ci credeva
Facilitarice: La Comunità fino ad ora ha fatto tanti esempi per dimostrare che, in molti casi, è importante che gli adulti ascoltino i bambini,  perché, come si diceva prima, spesso i bambini hanno ragione...spesso, non sempre. E cosa succede quando i bambini non hanno ragione?
  • Maria: che poi i genitori se ne accorgono e allora dicono cosa è successo per davvero
  • Alessio: come è fatta la bambola?
  • Gabriel: questo l'abbiamo già detto i giorni scorsi
Facilitatrice: come mai qualche volta i genitori non ci credono, non credono ai bimbi?
  • Alessandra R: perché i genitori pensano che le cose che dicono i figli non sono vere
  • Noemi: perché pensano  che noi diciamo le bugie
  • Vittoria: ma non è vero che diciamo le bugie...a volte sì e a volte no
  • Dafne: Quando è vero è vero!
  • Mattia: B: anche i genitori delle volte raccontano bugie
  • molti bambini: anche il mio!
  • Alessandra R.: alcune volte è vero che noi diciamo le bugie, però alcune volte non ci ascoltano
  • Dafne: quando si dice una cosa vera  è vera, e quando si dice una cosa sbagliata è sbagliata.
  • Gaia: un familiare una volta ha detto una bugia e poi si è formata la rabbia
  • Maria: il mio papà dice delle bugie: io volevo una bambola, il mio papà ha detto che me la comprava e non me l'ha comprata! E io l'ho detto alla mia mamma e anche lei ha detto di sì ma poi non me l'ha comprata
  • molti bambini: lo stesso anche a me! Anche a me! A me il mio nonno! La mia zia no!
Facilitatrice: Ma allora come si fa perché ci si possa sempre fidare gli uni degli altri? 
  • (lungo silenzio di tutta la Comunità)
Facilitarice: ...siccome il tempo è finito, per oggi dobbiamo fermarci qui e, come al solito, ci porteremo a casa delle domande alle quali potremo continuare a pensare anche nei prossimi giorni...


LA VALUTAZIONE
Alla domanda: "la Comunità ha trovato piacevole e si è divertita durante  questo cerchio di oggi?" tutti hanno risposto di sì, tranne una bambina che ha detto di essersi annoiata. La bambina ha anche riconosciuto che forse si è annoiata perché si è distratta spesso, e quindi era difficile partecipare (se non si partecipa ovviamente ci si annoia).

Alla domanda "La Comunità pensa di saperne di più sull'argomento di cui abbiamo parlato rispetto a prima di parlarne?" tutti hanno risposto di sì.

Alla domanda "Come hanno fatto il loro lavoro le facilitatrici oggi?" la Comunità ha risposto che l'hanno fatto bene. Le facilitarici hanno fatto notare alla Comunità che la sessione di oggi è stata particolarmente faticosa da facilitare, per le continue distrazioni di alcuni bambini, anche se erano pochi)


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